Perché Facebook ci Rende Infelici

 

 

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Sta mattina sono andata al bar a bere il caffè e leggere il quotidiano.
Mi ha colpito un articolo a tutta pagina: “Adolescenti solitari e depressi, è la gioventù bruciata della generazione Iphone”.

Quando leggo questo genere di articoli la mia mente parte automaticamente in considerazioni sociologiche, inizia ad analizzare il fenomeno, mi trasformo nella Professoressa Frances Garrourgh, docente e ricercatrice in sociologia ad Harward.

Ed inizio a concedere la mia intervista al CNN Breaking News.

Intervistatore: – Professoressa Garrourgh, leggendo il suo nuovo libro, intitolato “Adolescenti solitari e depressi, la gioventù bruciata della generazione Iphone”, risulta che trascorrere molto tempo sui social media possa favorire l’insorgere di invidia, frustrazione ed infelicità. Ci può descrivere meglio il fenomeno?

– Certamente. Su Facebook abbiamo continuamente la possibilità di osservare dal buco della serrature la vita degli altri: fotografie di momenti felici, splendide vacanze, famiglie stupende, promozioni sul lavoro, figli da sogno, relazioni che vanno a gonfie vele, corpi snelli e muscolosi, la felicità e la riuscita degli altri non hanno fine.
Tu sei grasso, sudato, solo, emarginato, senza figli o con figli orrendi, senza lavoro o con un lavoro tremendo e mal pagato, le tue vacanze sono spesso un disastro. O qualcosa del genere.
Peccato che quello che vediamo sui social è qualcosa di “virtuale” ossia per definizione “IRREALE”.
Sul monitor non c’è la vita reale degli altri, c’è un’immagine alterata della realtà che estrapola parti a piacimento, che sceglie cosa mostrare e cosa no.

Intervistatore: – Questo più o meno a livello conscio lo sappiamo tutti, siamo coscienti del fatto che le immagini sui social non corrispondano a realtà.

–  Esatto. Ma non importa, anche se sappiamo che dietro la foto delle vacanze da sogno si nasconde la realtà, ovvero litigi col fidanzato, pioggia, felicità, imprevisti, malumore, noi proviamo l’invidia, la frustrazione e l’infelicità.

Intervistatore: – Lei sostiene quindi che i social network mettono in costante relazione di paragone la tua vita Reale con quella Virtuale (Irreale) degli altri. Te credo che ti viene la frustrazione, mi sembra il minimo. E ci volevano anni di ricerca finanziate da Harvard a suon di milioni di dollari per arrivare a questa conclusione?

–  Non sia sgarbato e si attenga al suo ruolo di intervistatore, sono una grande sociologa ed analista della realtà, il suo sarcasmo lo può tenere per sé.
Il problema principale e’ il furto costante di focus e l’introduzione coatta, ma apparentemente volontaria, di una massa di informazioni inutili e superficiali, che distraggono continuamente la nostra mente e la inquinano riempiendola di spazzatura.
Torture sui cani, foto di vacanze, consigli alimentari, il clima impazzito, foto di vacanza, il medico parla di vaccini, i neuroni specchio, foto di vacanza, bevi acqua e limone, il gommone coi migranti, foto di vacanze.
Deve sapere, caro il mio intervistatore saputello, che la capacità di concentrazione è una delle caratteristiche chiave per una vita soddisfacente e forse felice.
La capacità di concentrare la mente su una determinata attività, arte, meditazione, attività sportive o lavorative, contemplazione, ci rende felici e soddisfatti.
La mente continuamente distratta è una mente irrequieta, che non trova pace, non trova soddisfazione.

Intervistatore: – Ci vuole dire che è come se dal telefono, dal tablet, dal pc qualcuno ci stesse continuamente chiamando: hey, guarda qui, c’è una nuova imperdibile notifica! Interrompi quello che stai facendo e guarda la tua imperdibile notifica! Hey!  Come se qualcuno 24h/24 cercasse di attirare la nostra attenzione?

–  Lei non si esprime utilizzando una dialettica formalmente corretta ma ha colto il senso, forse non è così batocco come sembra.

Intervistatore: – Grazie Professoressa. Ma nessuno ci obbliga a stare su facebook.

– Questo è vero.
Nessuno ci obbliga a fumare, a diventare alcolizzati, a indebitarci per giocare alle macchinette, a persistere in relazioni malsane e autolesioniste, a usare la cocaina, nessuno ci obbliga a fare nulla di quello che ci rende dipendenti. Eppure. Esistono dipendenze palesi ed altre subdole.
Vorrei a questo riguardo approfondire il tema della depressione e della solitudine negli adolescenti…..

Intervistatore : – Purtroppo il nostro tempo è terminato, ringraziamo la professoressa Garrourgh e vi consigliamo caldamente il suo libro “Adolescenti solitari e depressi, la gioventù bruciata della generazione Iphone”.

– Grazie per l’attenzione e non dimenticatevi di seguirmi e piacermi sulla mia pagina Facebook “Sesso Yoga & Dog Dance”.

Intervistatore – Grazie a lei Professoressa, la seguiremo a spada tratta.

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3 risposte a "Perché Facebook ci Rende Infelici"

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