La Ragazza alla Dispari

 

 

 

A 19 anni, appena finito il liceo, avevo voglia di viaggiare e scoprire il mondo.

Così mi venne la brillante idea di andare in Inghilterra a fare la ragazza alla pari, in modo da trascorrere un anno all’estero e imparare bene l’inglese.

Contattai un’agenzia che si occupava di mettere in contatto le ragazze con le famiglie e, dopo qualche scambio di telefonate e fotografie per posta con la famiglia ospitante, partii.

La famiglia ospitante era composta da padre e madre (Phil e Jane) e due bimbi di 4 e 6 anni (Eloise e Alex) e vivevano una incredibile villa del 1700 nelle campagne londinesi.
Avrei dovuto dare una mano nella gestione della casa per 5 giorni a settimana (al massimo 3/4 ore di lavoro al giorno) e accompagnare i bimbi a scuola, in cambio di vitto, alloggio e un piccolo rimborso (40 sterline a settimana).

Mia madre aveva esplicitamente chiesto all’agenzia che fossi trattata bene e non come una domestica.
“Va bene l’indipendenza, va bene tutto, ma che mia figlia vada a fare la cameriera in Inghilterra per due lire, questo no!”
“Ma figurati mamma, le ragazze alla pari mica sono donne delle pulizie, sono parte integrante della famiglia, lavorano un paio di ore al giorno e trascorrono un po’ di tempo con i bambini, tutto qui” .

Alcuni giorni fa mia madre ha ritrovato al fondo di un cassetto una lettera che avevo spedito ai miei genitori dopo qualche settimana di permanenza in Inghilterra coma ragazza AU PAIR.

Quella che segue è la trascrizione fedele di quella lettera.

 

Londra 15/09/1994

Cara famiglia,
per iniziare vi descriverò la mia giornata tipo.

Mi sveglio alle 6,30, colazione h 7,00, dopo alle 7,05-7,10 Phil e Jane vanno via.
Porto i bambini a scuola alle 8,40/8,45.

Alle 9,00 inizia il mio tempo libero che consiste nel: fare il bucato (ogni giorno), stirare, lavare i piatti, mettere a posto la cucina, lavare per terra, dar da mangiare al cane, gatti, cavia e oche, fare uscire le oche, portare due volte il cane a correre, stendere, preparare i panini per il giorno dopo (6 per Phil, 3 per Jane, 4 per Alex e 2 per Eloise – 15 panini) andare a raccogliere la verdura nell’orto, mettere a posto la stanza dei bambini, piegare le mutande e le calze e riporle nei rispettivi cassetti, iniziare a preparare la cena che dev’essere pronta alle 5, 5,30 (17.00, 17.30).

Questo tutti i giorni.

Poi 2 o 3 volte la settimana devo passare l’aspirapolvere in tutta la casa (nota: una dimora di tre piani di circa 500 mq), lavare i bagni, ecc.

Dopo questo mio tempo libero alle 15.15 vado a prendere i bambini a scuola.

Arrivo a casa, preparo il bagnetto ai bimbi e devo: finire di cucinare, apparecchiare, sparecchiare, lavare la cucina, far andare le oche a dormire, ridare da mangiare al cane, eventualmente intrattenere i bambini, convincere Eloise a mangiare (perchè non vuole mangiare), dirgli di stare seduti composti, di non leccare il piatto, di mangiare con le posate, ecc.

Alle 19.00, 19.30, arrivano Phil e Jane e io gli faccio trovare già apparecchiato e pronto da mangiare.

Quando hanno finito sparecchio, lavo i piatti e vado a dormire alle h 20.00, 20.30.

Comunque il posto è molto bello, il clima però un po’ afoso (circa 5 gradi sia fuori che dentro casa).
Più o meno se fossi a Carmagnola in una casa di campagna con la radio inglese a fare la domestica sarebbe uguale e, anzi, guadagnerei di più.

La macchina (che devo guidare per portare i bimbi a scuola) è grandissima e non riesco a schiacciare la frizione perché sono troppo bassa (è per questo che per telefono mi avevano chiesto quant’ero alta).

In questo momento piove fortissimo, come ogni giorno.

Ieri sera Phil mi ha accompagnato al meeting con le altre AU PAIR in un Pub a Brentwood, e mi è venuto a prendere.
Ora infatti sono molto stanca perché ieri ho fatto tardissimo: pensate che son andata a dormire alle 22.40!

Per il resto va tutto bene e mi diverto molto.

Come sapete mi piace tanto guidare (nota: io, oltre ad essere incapace, odio guidare), e son così felice di farlo tutti i giorni, con la piacevole variante che qui guidano dal lato sbagliato.
Inoltre è molto divertente guidare una così piccola utilitaria agile e maneggevole.
Ieri ho investito un fagiano e l’ho ucciso e sono rimasta traumatizzata (nota: in quella zona liberavano fagiani per la caccia, era pieno di fagiani).

Poi dovete sapere che ho conosciuto molte simpatiche persone con le quali ho trascorso piacevoli ore e intrattenuto interessanti discussioni in inglese, quali: l’imbianchino 70enne che viene in cucina due volte al giorno a prendere il the, il postino, la maestra di Alex e la segretaria che c’è nell’ufficio della scuola, due signore madri di compagni di Alex e poi molto giovani ragazzi, di età compresa tra i 4 e i 7 anni, che ho la fortuna di incontrare ogni giorno dalle 8.50 alle 9.00 e dalle 15.30 alle 15.35.
Per non dimenticare il giardiniere, che è un cacciatore e che quando parla non capisco niente (Jane mi ha detto che non lo capiscono neanche loro perché ha un accento spiccato).
Mi annoio tutto il giorno ma per fortuna ho la possibilità di intrattenermi facendo i mestieri (ah, devo anche cucire e rammendare i calzini).

Ora che c’è Eloise a casa (nota: la bambina era malata) lavoro dalle 6.45 alle 20.30, circa 13/14 ore, che è proprio come avevo chiesto all’agenzia (nota: mia madre si era raccomandata con l’agenzia e la famiglia ospitante di non farmi lavorare per più di 3/4 ore al giorno, in modo da dedicare il resto del tempo allo studio dell’inglese).

Mi dovrebbero dare 100 mila lire al giorno.

Tanti saluti da vostra figlia che si diverte moltissimo e sta imparando l’inglese benissimo.

Francesca”

Rimasi in quella casa a fare la domestica ancora per qualche tempo e poi ritornai mestamente in Italia, con il mio zaino carico di sogni infranti e disillusioni.

Le possibilità erano due: o io ero lentissima a fare le pulizie e impiegavo 9 ore per far quello che una ragazza normale fa in 3 ore, oppure la simpatica famiglia inglese ospitante ci aveva beatamente preso per il culo.
Probabilmente la seconda, ero una vera RAGAZZA AU DISPAIR.

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7 risposte a "La Ragazza alla Dispari"

  1. Tempo fa era uscito un bell’articolo sulle au pair in Irlanda e i loro orari da schiavitù. Se ci pensiamo, è di questo che si parla: schiavitù. Lavori fulltime con straordinari ordinariamente, e una paghetta misera che non si hanno nemmeno le forze di spendere…

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