Capelli Biondo Sangue

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Una volta al mare in Liguria da bambina mi è venuta la foruncolosi nell’orecchio, per via dell’acqua inquinata.

Una volta a Torino la bronchite a causa dell’aria inquinata.

Un pomeriggio a 14 anni sono caduta da cavallo e mi sono rotta una spalla.

Una notte son caduta dalla bici e mi sono rotta la mano.

Tornavo con un amico da una serata in un bar, ero un po’ alticcia ma non completamente ubriaca.

Mi sentivo felice, libera, avevo pieno controllo del mio mezzo e visto che faceva un po’ freddo avevo le mani in tasca.

All’epoca andavo spesso in bicicletta con le mani in tasca, ho sempre sbeffeggiato mio padre che mi consigliava di non farlo.

Consideravo quelli che ti dicono di tenere le mani sul manubrio dei paurosoni che non sanno osare nella vita come facevo io.

In più, un po’ per impressionare il mio accompagnatore con le mie abilità circensi, un po’ perché mi sembrava di volare, non solo avevo le mani in tasca, ma ero anche in piedi sui pedali, stringendo il sellino tra le cosce.

La notte, in piedi sui padali, con le mani in tasca, giovane donna ubriaca libera e piena di vita.

Una cosa che avrebbe forse intrigato il Tinto Brass di Monella.

Ma Tinto Brass non avrebbe immaginato che la giovane donna in questione si dilettava anche nell’arte del superamento del dosso.

Bici, notte, alcool, mani in tasca, culo in aria, dosso.

E tanta libertà.

In quel momento ricordo perfettamente che stavo pensando che fosse impossibile cadere. Mi sentivo così sicura.

E dopo una frazione di secondo mi son trovata spiaccicata a terra, la ruota davanti si è girata di colpo e la bici si è impennata al contrario, e io son volata di faccia a terra, strisciando il mio bel viso di giovane donna sull’asfalto di Corso Regina.

All’ultimo momento ho liberato la mano destra dalla tasca e me la sono rotta.

“Ti sei fatta male??”

“No no niente di che, figurati” , mi rialzo di gran lena, preoccupata più per la figuraccia con il mio accompagnatore che per le ferite subite.

Butto un occhio sulla bici, è tutta piena di sangue.

Ho attraversato il corso e son entrata all’ospedale.

Mi hanno ricucito la faccia ed ingessato la mano.

Quella sera avevo dei bellissimi capelli, la mattina ero andata dal parrucchiere a fare la piega e i colpi di sole, ora dopo la caduta erano tutti mesciati biondo e sangue.

Da quel giorno non sono mai più andata in bici senza mani, stacco al massimo una mano alla volta ed ho imparato che anche se sembra impossibile, anche se c’è pieno controllo, si può precipitare e ci si può rompere in mille pezzi.

Proprio quando sembra impossibile cadere.

 

(In fotografia l’autrice del post, ritratta alcuni giorni dopo l’incidente).

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3 risposte a "Capelli Biondo Sangue"

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