Ho Sempre Desiderato Iniziare a Fumare

 

Funny-Baby-Smoking-Closeup-Face

 

Da qualche anno sui pacchetti di sigarette ci sono delle immagini orrende e paurose che raffigurano uomini intubati all’ospedale, occhi vitrei, polmoni marcescenti e piedoni putrefatti. Certo che anche tu, fumare coi piedi.

Io non fumo, ma ho sempre cercato di iniziare.

Ho sempre pensato che una cosa così diffusa che crea dipendenza a milioni di persone dev’essere senz’altro una figata, quindi malgrado il disgusto mi sono messa d’impegno.

La prima sigaretta l’ho fumata a 14 anni, era una Camel senza filtro.
Mio padre non fumava le sigarette, fumava il sigaro toscano e la pipa, però quel giorno aveva un pacchetto nel suo studio, io sottrassi una sigaretta di nascosto e andai a fumarla sul balcone.

Soltanto che, capite bene, una Camel senza filtro è un po’ impegnativa per una ragazzina.
Iniziai a tossire, prima piano poi sempre più forte, quasi soffocai.

Mia madre che stava stendendo le lenzuola sull’altro balcone mi sentì tossire, arrivò di corsa e mi tirò un bello schiaffone dicendomi:
“Se volevi provare a fumare avresti dovuto chiedermelo”.
“Ma le cose ribelli si fanno senza chiedere il permesso”, risposi.
Mi commuove cotanto spirito ribelle.

Nascosta nei bagni come una vera ribelle ho provato a fumare le Kim alla menta di mia nonna, le Diana rosse morbide delle mie compagne del liceo, le Chesterfield di mio cugino, le Stop senza filtro del barista.

“Mi fai fare un tiro? Vorrei diventare tabagista, ho bisogno di training” chiedevo agli amici.

Non riesco a capacitarmi del perché malgrado gli sforzi non sia riuscita a diventare dipendente dalla nicotina.
Forse sono una persona debole.

Dopo qualche anno di tentativi ho gettato la spugna: fumare non fa per me.

Mi sono sempre chiesta se le immagini intimidatorie sui pacchetti di sigarette abbiano una qualche efficacia.
Io non fumo, ma se fumassi il piedone putrefatto e il polmone marcescente non lo vorrei di sicuro sulle mie sigarette.

L’uomo nudo nel letto e il bambino col ciuccio a sigaretta li accetterei, anzi, non sono niente male a livello decorativo. Poi io sono donna e non ho figli, quindi che mi frega.

“Mi scusi, un pacchetto di King Plain Light per favore”
“Ecco qui signora”
“No, mi scusi, il Piedone putrefatto non lo voglio”
“Ecco, va bene questo?”
“No, neanche la ragazza che vomita sangue, mi dia il pacchetto con su l’immagine del danzatore nudo sul letto che interpreta la solitudine dell’animo umano”
“Mi spiace, non c’è”
“Il bambino col ciuccio a sigaretta?”
“Finito”
“Nonno Carlo intubato all’ospedale dopo l’ictus?”
“No, finito anche quello, rimangono la lingua cancerosa e l’occhio cieco a madreperla”
“Non rimane neanche la mamma che soffia il fumo in faccia al figlio neonato?”
“No, quella va ruba. Buco in gola?”
“Allora sai che c’è caro tabaccaio? Vattene a fanculo, smetto di fumare”.

E dammi un gratta e vinci, forse con la dipendenza da gioco sarò più fortunata.

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